13 gennaio 2021

Novi Ligure. Ilva, vertice a Roma. "Ma il Governo non c'era"

Vertice a Roma sull'Ilva. Nella sede di Confindustria si sono incontrati i rappresentanti di Arcelor Mittal e quelli dei sindacati, per fare il punto della situazione dopo l'ingresso nella compagine societaria di Invitalia, l'agenzia nazionale che avrà il 50 per cento del capitale. La trattativa parte in salita: l'amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia ha presentato il nuovo piano industriale, che però è stato contestato dai sindacati, che ne chiedono la modifica. La trattativa ha riguardato soprattutto l'acciaieria di Taranto, a cui Novi però è legata a doppio filo.

“L’incontro con Arcelor Mittal è servito finalmente per avviare finalmente un confronto sindacale e soprattutto per dettagliare gli aspetti fondamentali del piano industriale, gli investimenti, il livello delle produzioni e soprattutto tutti gli impianti, a partire da Taranto ma anche Genova e Novi Ligure, che devono essere riattivati. C’è una fase di crescita dell’attività lavorativa che sicuramente è interessante, però non basta nè il piano industriale aziendale, nè questa attività per lasciare tranquilli il sindacato e i lavoratori”. Lo ha dichiarato Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl, dopo l’incontro tra Arcelor Mittal Italia, Invitalia e sigle metalmeccaniche.

“Incombe un grandissimo uso degli ammortizzatori sociali, incombe una grandissima incertezza sugli assetti finali”, ha affermato Benaglia. Noi abbiamo chiesto di arrivare ad un accordo sindacale indispensabile, di passare prima per confronti sito per sito, per poter approfondire e non prendere a scatola chiusa quelle che sono le indicazioni di Arcelor Mittal”.

“Ci saranno questi incontri, ci sarà una ripresa del confronto – ha annunciato Benaglia – che, ribadiamo, deve mantenere al centro i nostri aspetti fondamentali: la certezza degli investimenti che si svolgono, la certezza che gli ammortizzatori siano sostenibili per tutti i siti e per tutti i lavoratori, che il perimetro dell’accordo coinvolga i lavoratori anche di Ilva in as e non solo quelli di Arcelor Mittal, e che ci sia una sostenibilitá anche per quanto riguarda l’integrazione” evidenzia ancora Benaglia.

Infine, il numero uno dei metalmeccanici Cisl rileva che “non c’era alcun rappresentante del Governo. Non disperiamo da questo punto di vista perché l’accordo sindacale dovrà prevedere gli impegni del ministero del Lavoro e del Mise e li recupereremo strada facendo per ottenere le garanzie necessarie a rilanciare in importante polo che già nel 2021 ha buone possibilità di ripresa ma che ha bisogno di accordi sindacali nuovi e forti”, conclude.

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