04 luglio 2026

Rocchetta Ligure. Riportata nel museo d’arte Sacra valli Borbera e Spinti la pala di Pallavicino di Felice Giani

La Diocesi di Tortona ha riportato nel museo di arte Sacra Valli Borbera e Spinti la pala di Pallavicino di Felice Giani. Dall’altro ieri è esposta nel museo che ha sede a palazzo Spinola di Rocchetta Ligure ed è motivo di orgoglio e sodisfazione per gli abitanti delle valli Borbera e Spinti che danno il nome al museo e per i parroci e i loro collaboratori che in quei paesi predicano il Vangelo. La pala di Pallavicino di Felice Giani è una delle opere più importanti del suo primo periodo faentino‑romano, datata al 1786 e oggi considerata un capolavoro del neoclassicismo piemontese‑ligure. La tela, appartenente alla parrocchia di Pallavicino nel comune di Cantalupo Ligure, raffigura la Madonna in trono con bambino, San Bernardo di Chiaravalle e San Giovannino. È stata restaurata e valorizzata negli ultimi anni, con esposizioni anche internazionali. Il suo ritorno nel museo d’arte sacra è stato annunciato con locandine e manifesti che annunciano, altresì, che da oggi, sabato, e per i mesi di luglio, agosto e settembre il museo sarà aperto al sabato pomeriggio dalle ore 15 alle 18,30.  Oggi pomeriggio i due musei ospitati a palazzo Spinola di Rocchetta Ligure, quello di arte Sacra e quello della Resistenza, saranno aperti dalle 15. Alle 17 nell'androne ci sarà il primo incontro di storia a cura del Museo della Resistenza. Il museo d’arte Sacra delle valli Borbera e Spinti è stato inaugurato da Monsignor Martino Canessa nel 2009; ospitato nel palazzo Spinola di Rocchetta Ligure, dimora signorile voluta da Napoleone IV Spinola attorno alla metà del XVII secolo, si trova al piano nobile in due delle quattro sale che si affacciano sul salone centrale. La valle Borbera e quelle limitrofe, hanno un territorio costellato a partire dal medioevo da chiese e oratori, testimonianza della fede e della devozione dei suoi abitanti attraverso i secoli. La mancanza di tutela di alcune aree, prive di parroco residente in loco, ha reso necessario progettare l’apertura di una collezione permanente nella valle. Si è così pensato di trasportare in museo gli oggetti non più usati nella liturgia per tutelarli e renderli fruibili. Le opere esposte, che rimangono di proprietà delle parrocchie di provenienza, sono depositate temporaneamente nei locali adibiti a museo d’arte Sacra di Palazzo Spinola in virtù di una convenzione sottoscritta dalla Diocesi di Tortona, dal Comune di Rocchetta e dalla Comunità valli Borbèra e Spinti. Le opere sono per lo più inedite, in quanto si è provveduto ad esporre oggetti che i fedeli riconoscono o di cui, al contrario, hanno dimenticato la destinazione d’uso, dipinti e sculture non sempre di grande valore, ma significativi perché volani per la rivisitazione di una storia da riscoprire e di cui riappropriarsi. 

Nella foto: i manifesti che annunciano il ritorno nel museo di arte Sacra valli Borbera e Spinti della pala di Pallavicino di Felice Giani.

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