Venerdì mattina il sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria e della rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione dello stabilimento e sulle prospettive per i lavoratori. Dall’incontro è emerso un quadro particolarmente preoccupante. Qualora venissero confermate le decisioni della Corte d’Appello anche dalla Corte di Cassazione relative allo stop delle attività dell’area a caldo, la produzione nello stabilimento di Novi Ligure potrebbe proseguire al massimo fino alla fine di ottobre o all’inizio di novembre.
«Quello che è emerso – ha sottolineato il sindaco Rocchino Muliere – è un quadro drammatico, che non può essere affrontato lasciando Novi Ligure e Genova fuori dal confronto nazionale. È necessario che tutte le istituzioni siano coinvolte e che venga definito con urgenza un percorso in grado di garantire il futuro degli stabilimenti e dei lavoratori». In questi giorni il tavolo nazionale è impegnato in particolare sulla situazione dello stabilimento di Taranto. Per questo motivo il sindaco Muliere chiederà con urgenza al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, di convocare un tavolo di crisi regionale, invitando al confronto anche le istituzioni e le parti sociali genovesi, considerata la stretta interconnessione tra i due stabilimenti. La richiesta al tavolo regionale intende sollecitare il Governo affinché la situazione degli stabilimenti di Novi Ligure e Genova venga ricompresa pienamente all’interno del tavolo nazionale sull’ex Ilva, così da affrontare in modo unitario il futuro del polo siderurgico e le ricadute occupazionali e produttive sul territorio.
«Novi Ligure – ha concluso Muliere – non può essere considerata una questione secondaria. Il futuro dello stabilimento riguarda direttamente centinaia di lavoratori e ha ricadute importanti sull’intero territorio. Chiederemo quindi alla Regione di farsi parte attiva nei confronti del Governo perché Novi e Genova siano inserite a pieno titolo nel confronto nazionale e perché si lavori concretamente a una soluzione che garantisca la continuità produttiva e occupazionale». La proposta del sindaco di Novi Ligure è stata accolta con dei distinguo dai sindacalisti: Maurizio Cantello è sulla linea di Muliere; Luigi Tona della Fiom Cgil ritiene che la trattativa per essere più incisiva debba rimanere unitaria e nazionale; Alberto Pastorello chiede prospettive concrete per i lavoratori. Buona parte di quelli che lavorano allo stabilimento di Novi, ben venga l’alleanza Novi-Genova, ma c’è chi vorrebbe che in primo piano fossero poste le esigenze di chi vede il suo posto di lavoro in pericolo, rispetto alle strategie della politica.
Oggi nello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure sono in programma le assemblee dei lavoratori convocate unitariamente da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil e si parla anche della visita, in settimana, di una delegazione tecnica della cordata italiana di industriali italiani che ha espresso interesse per i siti produttivi dell’area a freddo dell’ex Ilva.
Nella foto di Dino Ferretti: l’ultima riunione del tavolo di crisi sull’ex Ilva svolta a Novi tre mesi fa.