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Redazione Musica

ON AIR

M y s t e r y T r a i n d e l 1 5 O t t o b r e 2 0 2 0 “ D o u b l e S a m B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

A B a n d C a l l e d S a m - “ L e g a c y “ ( Highlander )

Questo album è un autentico atto d’amore nei confronti di un artista che ha percorso da protagonista cinque decadi di storia della “black music”, dai tardi 50’s al 2009, anno della sua prematura scomparsa. Dalla nativa Mobile, Alabama prima in California, poi subito e definitivamente a New York, Sam “Bluzman” Taylor diede vita ad una carriera ricchissima di

avvenimenti. Dodici albums blues pubblicati ed una impressionante lista di beneficiari della sua collaborazione e direzione musicale: Big Joe Turner, The Drifters, The Isley Brothers, Otis Redding, Joe Tex, BT Express, solo per fare qualche nome…La sua band – le due voci soliste sono la figlia Sandra ed il nipote Lawrence Worrell – ha raccolto e reinciso nove perle del suo sterminato repertorio e allestito un tributo avvincente ed appassionato. Blues, soul, r&b e funk di eccelsa qualità vengono snocciolati con superba maestria da un gruppo che non dimenticherà mai il proprio leader, la cui presenza spirituale è più che mai percepibile

tra le pieghe di questo ottimo lavoro.

S a m J o y n e r - “ W h e n U N e e d A F r i e n d “ (Autoprodotto)

Nato e cresciuto a Chicago, Illinois in seno ad una famiglia profondamente religiosa – il padre Reverendo battista – e legata alle origini sudiste, Sam Joyner ha fatto tesoro di queste radici, forgiando uno stile personale che fonde il blues elettrico della “windy city” con i suoni del Delta ed il soul/r&b di New Orleans. Ormai da anni in Louisiana e molto attivo nelle isole del Pacifico e in Asia e parte integrante nei gruppi di Larry Garner e Benny Turner,

l’estroverso pianista e cantante firma un nuovo lavoro in cui la sua prodigiosa tecnica sposa un contagioso senso dell’umorismo. Il titolo d’apertura è davvero programmatico in questo senso : “Le cipolle non sono l’unica cosa a farti piangere…” Tutti i titoli autografi in lista hanno tratti distintivi degni d’attenzione. I richiami a “Brother Ray” si affacciano a più riprese, ma è la pirotecnica energia di Sam a prevalere. Divertentissima l’autoreferenziale

Sam Joyner In Tha Hause”.

M a n d a l y n - “ W r e c k e d “ ( Autoprodotto )

La giovane e talentuosa vocalist di Nashville, Tennessee ha alle spalle una formazione classica e una già corposa gavetta di esibizioni “live”, attività di studio e composizione.

Sceglie la distanza breve per il suo esordio ufficiale e lo concentra in sole quattro canzoni.

Due le originali : la straziante “soul ballad” che intitola la mini-raccolta e “Baby On The Run”, cosparsa di umori swamp-funk. Due le covers: “Feel Like Breakin’Up…” della memphisiana Ann Peebles (1972) e “I Who Have Nothing”, lanciata nel nostro paese da Joe Sentieri (1961), tradotta in inglese dalla coppia Leiber & Stoller e consegnata a Ben E. King (’63). In cabina di regia il redivivo Tony Coleman, già fedele batterista di B.B.King, presente anche dietro ai tamburi a dirigere una band molto compatta. Con Etta James e Koko Taylor a guardare dall’alto, Mandalyn ha spiccato il volo e di certo non tarderà a stupirci con una prova più completa.

L i s a M a n n - “ O l d G i r l “ ( JayRay )

Artista molto dotata e di eterogenea formazione, i suoi interessi comprendono anche rock sinfonico ed heavy metal, Lisa Mann nutre però un debole particolare per blues e musica delle radici. Originaria del West Virginia, ma da molti anni residente a Portland, Oregon la valente cantante e bassista ha mandato a memoria gli insegnamenti di Etta James, Koko Taylor e Bonnie Raitt, per creare un proprio linguaggio personalizzato, in cui blues, soul, country e rock convivono in modo brillante. Cinque gli acclamati albums finora pubblicati ed ecco adesso spuntare questo EP, che ci regala quattro nuove tracce di eccellente fattura ed un tuffo nel passato con “That’s All” (1938), un blues dal repertorio “profano”

dell’impareggiabile Sister Rosetta Tharpe. Ma il sapore del gospel è appena dietro l’angolo e si manifesta con “Around Here”, ariosa ballata che sigilla il mini CD.

L e A l t r e N o v i t à :

Malaya Blue, Shemekia Copeland, Laura Tate, Alastair Greene, Kevin Burt,

The McKee Brothers, Ben Levin, Berra Carlsson, Cary Morin, Friends &

Legends Of Louisiana, Johnny Nicholas, Jeremiah Johnson, Dan Penn,

Cina Samuelson, The Reverend Shawn Amos & The Brotherhood feat. Ruthie

Foster, Rebecca Turner, Erin Harpe feat. Jim Countryman, Kronos Quartet &

Friends, 11 Guys Quartet.

D a l P a s s a t o :

Major Lance, Joey Dee & The Starlighters, Sam Cooke, The Ray Bryant Combo,

Sam McGee.

B e n v e n u t i a B o r d o !           

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M y s t e r y T r a i n d e l l ’ 8 O t t o b r e 2 0 2 0 “ D i r t y B l u e s F e e l i n g “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

D a v e F i e l d s - “ F o r c e O f W i l l “ ( F M I )

Le foto di copertina, suggestive e inquietanti, ci mostrano le strade deserte della “Lower

East Side” in pieno “lockdown”. Così si presenta il nuovo album di Dave Fields, artista profondamente legato alla propria città natale - New York – e per la sesta volta si rinnova l’appuntamento con la miscela esplosiva di blues e rock che già caratterizzava i dischi precedenti. La scrittura sempre più lucida e matura e un suono sempre più potente e dinamico, con tracce di soul, jazz e funk in bella evidenza, fanno di “Force Of Will” il lavoro più riuscito di Fields. I dieci nuovi titoli in scaletta sono particolarmente ricchi di sferzante e, a tratti, feroce vigore (“Big Block”), ma c’è anche spazio per qualche momento

più intimo, come nel caso di “Why Can’t You Treat Me Right”, blues in minore da antologia.

S u n n y s i d e r s - “ T h e B r i d g e s “ ( Dancing Bear )

Per celebrare il decimo anniversario di vita artistica in comune, la coppia croata – Antonija

Vrgoc Rola, voce e Boris Hrepic Hrepa, voce, chitarra e armonica – pubblica il quarto album, chiamando a raccolta una nutrita lista di ospiti locali e internazionali.

The Bridges”, con il suo luminoso e vibrante impasto di blues elettrico, rock e pop, è stato registrato in diverse località: Zagabria, Spalato, Rijeka, ma anche Parigi, Shangai e, udite udite…Albissola Marina ! ! ! Mixaggio finale presso i rinomati Ardent Studios di Memphis,

Tennessee, città dove il duo raggiunse le semifinali all’ International Blues Challenge del 2011.

J D T a y l o r - “ The Goldwater Sessions “ ( VizzTone )

Da venticinque anni “frontman”, armonicista e voce dei Little Boys Blue, affermata blues band di Jackson, Tennessee con cinque acclamati dischi nel carniere, JD Taylor affronta l’esordio solista, concedendo un turno di riposo al proprio gruppo. Trasferta Da Memphis a Coldwater, Mississippi, nei trafficati studi dei fratelli Dickinson, per assemblare una formazione con diversi ospiti di primo piano, tra cui Rev. Charles Hodges, organista Hammond di tanti successi Stax, il diciannovenne chitarrista di Philadelphia Jon Hay

e le sorelle Tierini e Tikyra Jackson dei Southern Avenue. L’ album davvero brillante e

sfodera undici tracce composte per l’occasione, infarcite di blues, soul e funk, con spumeggianti “shuffles” e maestose ”soul ballads”. “Nothing Left To Say” è da manuale

e in chiusura arriva “The Coldwater Swing”, divertente strumentale dedicato alla cittadina ospitante.

K i r s t e n - “ T w o S i d e s “ ( Screen Door )

Nell’eccellente “Delicious”, pubblicato dieci anni or sono, la talentuosa cantante e chitarrista newyorkese aveva ospitato Hubert Sumlin, storico “braccio destro” di Howlin’ Wolf. Anche in questo nuovo lavoro, il quinto in carriera, sono presenti un paio di celebrità: Raul Midòn e Doug Macleod. “Two Sides”, pensato in modo originale come formato da quattro singoli a 45 giri (facciate A e B) per un totale di otto canzoni, ha molti spunti d’interesse. Attorno a lei, come sempre, i fedeli collaboratori: Arthur Neilson alla solista, Tommy Mandel ( tastiere) ed il bassista Erik Boyd, che si occupa anche della produzione. Da non perdere la lunga e intensa “After I Left Home” dedicata a Buddy Guy, come si evince dal sottotitolo, la sua “B side”, “Say It Out Loud” dal ritmo alla Bo Diddley e, unica cover, “I’d Rather Be Blind”, firmata da Leon Russell e lanciata da Freddie King nel 1972.

L e A l t r e N o v i t à :

Vanessa Collier, Hurricane Ruth, Kat Riggins, Will Wesley & Kern Pratt,

Kurt Allen, John Nemeth, Johnny Iguana, Swingadelic, The John Santos

Sextet, Glen Alexander & Shadowland, Martin Schaub, Lloyd Jones, Annika Chambers & Derrick Procell, The Lucky Losers, Regina Bonelli, Mia Arends

& Michael Derning, Dustin Arbuckle and The Damnations.

D a l P a s s a t o :

Hubert Sumlin (voc. Eric Clapton ), Howlin’ Wolf, Elvis Presley, Lonnie Johnson. Bill Kirchen & Maria Muldaur, Fiona Boyes.

B e n v e n u t i a B o r d o !                 

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PATRIZIA FERRANDO A NUOVA RADIO PIEVE

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La narrativa contemporanea sarà la protagonista dell'appuntamento settimanale sulla frequenza 96,400 FM e in diretta su live streaming multimedia del sito Internet www.radiopnr.it. Nel Caleidoscopio che andrà in onda alle ore 20,30 di domenica 11 ottobre Andrea Bobbio riproporrà l'ascolto di una trasmissione nella quale erano stati letti tre racconti tratti dal volumetto "Lo spazio di una carezza", volumetto pubblicato nel 2007 e scritto da Patrizia Ferrando, residente in Arquata Scrivia (prov. di Alessandria) e autrice di altre pubblicazioni, tra le quali il romanzo "Il diario segreto della Contessa", romanzo ispirato a una donna veramente esistita. L'Autrice aveva commentato le letture, alle quali aveva dato voce la bibliotecaria Anna Crollari di Novi Ligure. Musiche ad hoc avevano conferito aloni sonori alle vicende narrate. L'appuntamento è quindi fissato per domenica sera oppure, in replica, alle ore 20,00 di martedì 13 ottobre.

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M y s t e r y T r a i n d e l 1° O t t o b r e 2 0 2 0 “ H o p i n ‘ F o r A N e w C h a n g e “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

M a l a y a B l u e - “ S t i l l “ ( B l u e H e a r t )

Con “Bourbon Street”, il folgorante esordio del 2015, la giovane e sensuale cantante di

Norwich aveva ottenuto ben quattro nominations dalla British Blues Association. Per il

successivo “Heartsick” (2016) le cose erano andate ancora meglio, con la partecipazione straordinaria del decano Paul Jones. Questo nuovo album colma un vuoto durato quattro anni, ma ripaga generosamente chi ha avuto la pazienza di attendere. L’esuberanza vocale

della bella Malaya, l’ottima band di supporto e la produzione di Dennis Walker (Robert

Cray), autore di quasi tutti i brani con la titolare, fanno di “Still” un’opera di gran classe in ambito r&b e “neo-soul” e in perfetto equilibrio tra “ballads” e “up-tempos”. In apertura la stupenda “title-track”, composta da Richard Cousins, storico e fedele bassista di Cray, in

studio per l’occasione.

The California Honeydrops–“Just One More And Then Some” (Tubtone)

Prolifico e inarrestabile, il quintetto di Oakland guidato da Lech Wierzynski continua a sfornare musica di alta qualità e ci consegna questo EP, a pochi mesi di distanza dal coinvolgente “Live 2019” e dal delizioso singolo “In The Air”. Ancora una volta si ripete il caloroso invito ad una festa a cui è impossibile rinunciare. Soul, jazz tradizionale, blues,

r&b e funk vengono gioiosamente miscelati e serviti con spirito scanzonato e contagioso buonumore. Un “groove”, come sempre irresistibile, permea le quattro canzoni della

succinta raccolta e le “Gocce di Miele” ci conquistano al primo ascolto con il loro “street

sound” palpitante e variegato. La prima traccia non lascia scampo, ma le altre non sono

da meno…Welcome back to The Drops’ Party !

M a r k M a y B a n d - “ D e e p D a r k D e m o n “ (Gulf Coast)

Tenuto in palmo di mano da Dickey Betts, della cui band ha fatto parte per qualche tempo, il chitarrista e cantante di Columbus, Ohio, ma molto attivo nell’ area di Houston, Texas realizza il settimo album alla guida del suo gruppo. “Deep Dark Demon” esce per Gulf

Coast e mescola con vigore e passione blues elettrico di stampo texano e “southern” rock, con abbondanti tracce soul e qualche ritmo latino alla Santana. Mike Zito aggiunge la

solista alla robusta “title-track” e il disco scorre che è un piacere e per la gioia di chi ama

Albert Collins, Stevie Ray, gli Allman Brothers.

The Smoke Wagon Blues Band – “The Ballad Of Albert Johnson”

(Autoprodotto)

Nome di assoluto rilievo nel panorama blues canadese, il gruppo costituitosi a Hamilton,

Ontario nel ’96 e da sempre guidato dall’armonicista e cantante Corey Lueck, licenzia il settimo lavoro e ribadisce tutte le buone qualità espresse in passato. In programma una dozzina di titoli originali più la ripresa di “The Fat Man” (1949), il primo “hit” di Fats

Domino. Il “sound” è sempre diretto e scintillante e sintetizza blues, soul, swamp boogie,

funk, r&r e jazz in un linguaggio sempre fresco e peculiare.

L e A l t r e N o v I t à :

Misty Blues, A Band Called Sam, Laura Tate, Sugaray Rayford, Peter Parcek,

Scott Weis Band, Gregg Martinez, Dave Fields, The John Santos Sextet,

Robert Cray Band, Cina Samuelson, Surrender Hill, Mr.Sipp, Tony Holiday,

Michael Johnathon, Elvin Bishop & Charlie Musselwhite, Dan Penn, Kim Wilson.

D a l P a s s a t o :

Fats Domino, Lee Dorsey, Jimmie Vaughan, Irma Thomas.

B e n v e n u t i a B o r d o !  

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M y s t e r y T r a i n d e l 2 4 S e t t e m b r e 2 0 2 0 “ M e m p h i s S o u l C o n n e c t i o n “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

Various Artists - “Friends & Legends Of Louisiana” (L&M Star Prod.)

Davvero intrigante questo progetto ideato da Lucas Spinosa in collaborazione con Mike David. Il noto tastierista, autore e produttore di Baton Rouge, Louisiana ha firmato dieci canzoni, tre delle quali a quattro mani con il songwriter di Nashville, Tenn. Billy E. Henderson, che sono un limpido e sentito omaggio alla ricca tradizione musicale della Louisiana: blues, soul, jazz, r&b, swamp pop, r&r… Ha poi assemblato una band coi fiocchi e convocato una manciata di vocalists di primo piano, tra cui Wayne Toups,

Kenny Neal e Gregg Martinez. Il risultato è particolarmente brillante e appetitoso, un autentico invito a nozze per chi ama lo speziato “gumbo” sonoro” tipico della “Big Easy”

e delle terre limitrofe

T h e L u c k y L o s e r s - “ G o d l e s s L a n d “ ( VizzTone )

La formidabile coppia ormai di casa a San Francisco, Cal. – Cathy Lemons è texana,

Phil Berkowitz è del New Jersey – aveva compiuto il salto di qualità nel 2018 con l’eccellente “Blid Spot”. Quel disco aveva lasciato il segno, attraverso una assai personale e inconsueta rilettura dell’ American Roots Music. “Godless Land”, quarto capitolo del duo, è una scintillante conferma e un ulteriore passo in avanti. Molteplici le componenti

-soul, blues, jump, swing, rock psichedelico, pop- ma così sapientemente amalgamate che il suono creato è sempre fresco, seducente e assolutamente inedito. Ormai un marchio di qualità che non ha eguali in circolazione. Rispettando il detto “squadra vicente non si cambia”, è sempre il geniale Kid Andersen ad occuparsi della produzione e la stessa band

a fornire un prezioso supporto alle voci di Cathy e Phil e all’armonica di quest’ultimo, che continua anche il fruttuoso sodalizio compositivo con Danny Caron. Tutte nuove le tracce,

eccezion fatta per un paio di incursioni nei “canzonieri” di Doc Pomus e Lonnie Johnson.

Su tutte la sensazionale “title-track”, vergata da Cathy con lo zampino di Andersen.

K a t R i g g i n s - “ C r y O u t “ ( G u l f C o a s t )

La pugnace vocalist di Miami, Florida si propone per la quarta volta su disco e inaugura

la collaborazione con l’attivissima etichetta di Mike Zito. Esposta dalla più tenera età ad

un ampio ventaglio di “musica delle radici”- blues, r&b, soul, country, gospel, r&r - grazie alla nutrita collezione dei genitori, Kat si è dimostrata fin dagli esordi cantante appassionata e grintosa, con un innato senso del blues ed è stata spesso accostata alle straordinarie figure di Etta James, Koko Taylor e Tina Turner. “Cry Out”, con i suoi dodici titoli composti insieme a Zito, non deluderà certo chi ha apprezzato l’ottimo “In The Boys’

Club” (2018) e porterà ancora maggiore visibilità alla “blues girl” di Miami.

Wily Bo Walker & Danny Flam” – “Ain’t No Man A Good Man”

(Mescal Canyon)

Artista di provata esperienza e noto come uno dei più dotati cantanti blues europei, lo scozzese Wily Bo Walker ha sempre frequentato con successo la “musica americana delle radici” nel suo spettro più ampio ( blues, jazz, gospel, soul, r&b, rock ), sia con una band acustica, che elettrica con sezione fiati aggiunta. Questo nuovo album segna proprio il terzo atto della cooperazione transoceanica tra il chitarrista di Glasgow ed il sassofonista Danny Flam, leader dei New York Brass, con il contributo delle Brown Sisters of Chicago

Gospel Choir e del Cenovia Cummins String Quartet. Il sound che ne scaturisce è molto ricco e particolarmente dinamico e avvolgente, all’insegna della più assoluta varietà stilistica. Da ascoltare con attenzione.

L e A l t r e N o v i t à :

Lisa Mann, Vanessa Collier, Bette Smith, Eric Johanson, John Nemeth,

Johnny Rawls, Chris Cain, Johnny Iguana, Los Straitjackets, Rick Berthod,

Big Harp George, Bill Kirchen, Fiona Boyes, The Ragtime Rumours, Dan Penn,

The Smoke Wagon Blues Band, Coco O’Connor, Lynne Hanson, Jono Manson,

Bobby Rush, Elvin Bishop & Charlie Musselwhite, Andy Watts.

D a l P a s s a t o :

Bobby “Blue” Bland, Jimmie Vaughan.

B e n v e n u t i a B o r d o !        

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