Mystery Train dell’11 Marzo 2021 “Come On…Meet Me In Santa Cruz !”

Dischi della Settimana:
Selwyn Birchwood – “Living In A Burning House” (Alligator)
Classe 1985, nato e cresciuto a Orlando, Florida in seno ad una famiglia di origini 
caraibiche (Tobago), Selwyn Birchwood è approdato al blues grazie alla passione per Jimi Hendrix, gettandosi poi a capofitto nell’ascolto di Albert King, Muddy Waters e soprattutto
Buddy Guy. Si è fatto le ossa nella band di Sonny Rhodes, imparando da lui I segreti della “lap steel”. “Living In A Burning House” è il suo quinto album – terzo per l’etichetta di 
Bruce Iglauer – ed è stato registrato proprio nella città di Disneyland, con la produzione del miracoloso Tom Hambridge. Solo titoli autografi in lista – Selwyn non ama le “covers” -  attraverso i quali si sprigiona ancora una volta quello stile decisamente personale, che lui stesso definisce “electric swamp funkin’ blues”. Un’energica e corrosiva mistura di blues, rock e soul dall’impatto micidiale.      
Andrea Garibaldi & Luciano Federighi – “October Land” (Ocean Vibes)
A breve distanza dall’intenso “Viareggio And Other Imaginary Places” insieme al sassofonista torinese Davide Dal Pozzolo, Luciano Federighi si ripropone con un nuovo album di coppia, questa volta con il pianista e quasi concittadino (Camaiore) Andrea Garibaldi, come Dal Pozzolo già suo prezioso collaboratore in passate occasioni. Affermato scrittore, giornalista e critico musicale con una conoscenza senza pari dello sterminato panorama vocale americano, Federighi è altresì un ispirato pianista e cantautore, che si muove con assoluta originalità tra jazz e blues. Alle spalle una nutrita quantità di pregevoli lavori disseminati nel corso degli anni. “October Land” lo ritrae solo in veste di cantante, con un timbro ruvido e fumoso, e rispolvera con nuovi arrangiamenti una serie di composizioni già incluse in opere precedenti. Le canzoni, sempre magicamente sospese tra jazz e blues, riprendono vita con sobria ed essenziale eleganza, grazie anche al raffinato contributo di Garibaldi, senza smarrire un briciolo del suggestivo fascino originario.  
Justin Howl – “Wanderlust” (Autoprodotto)
Appassionato di blues rurale e letteratura, con un debole particolare per William Faulkner, Justin Howl pubblica il secondo album e continua il viaggio a ritroso alla ricerca delle proprie radici sudiste. Il giovane cantante, chitarrista e armonicista di Chicago, fortemente influenzato dall’aspro e sferzante North Mississippi Hill Blues – Fred McDowell e R.L.Burnside i suoi riferimenti primari – firma dieci nuovi brani e li interpreta con un piglio molto ritmico e pungente. La traccia che intitola la raccolta descrive lo smanioso e frustrante desiderio di viaggiare in un periodo, quello che stiamo vivendo, in cui è molto più sicuro restare a casa.
Artur Menezes – “Fading Away” (VizzTone)
Il chitarrista e cantante proveniente dal Brasile e stabilitosi da tempo a Los Angeles, Ca.
licenzia il suo quinto lavoro in carriera. “Fading Away”, seconda prova in terra statunitense  dopo il notevole “Keep Pushing” (2018), si avvale della produzione di Josh Smith, che compare come ospite in “Free At Last”. Da segnalare anche la presenza di Joe Bonamassa, che duetta col titolare in “Come On”. Menezes non smentisce la fama di potente “guitar slinger” e colpisce con una rovente fusione di blues e rock, nel segno di Hendrix e Stevie Ray, ma con una marea di idee e soluzioni sempre fresche e del tutto personali. In questa direzione anche la ritmica sudamericana dello strumentale “Northeast”.     
Le Altre Novità:
Crystal Thomas. Rose Hudson with Barrelhouse, Veronica Lewis, Damon 
Fowler, Curtis Salgado, The Reverend Shawn Amos & The Brotherhood, 
Atomic 44s, Joe Lewis Band, Urban Ladder Society, David Massey, Beth
Wimmer, Industrial Strength Bluegrass (Rhonda Vincent & Caleb Daugherty),
Zachary Richard, The Mystix, Peter Parcek.    
Dal Passato:
Chuck Berry, Eddie Cochran, Ritchie Valens, Gene Taylor, Horace Silver,
The Blasters.
Benvenuti a Bordo !