Mystery Train del 17 Dicembre 2020 “ Love On Christmas Day “

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a : Various Artists - “ A G u l f C o a s t C h r i s t m a s “ (Gulf Coast) In questo fine d’anno piuttosto avaro di pubblicazioni natalizie, in effetti la delicata situazione che stiamo vivendo non è certo favorevole, brilla questa compilazione “stagionale” della solerte etichetta fondata nel 2018 da Mike Zito e Guy Hale . In lista ben sedici titoli, di cui sette composti per l’occasione e ad interpretarli scende in campo il nutrito “roster” della casa texana al gran completo. Da Albert Castiglia a Billy Price, da Jimmy Carpenter a Kat Riggins, da Kevin Burt a Diana Rein, per fare qualche nome. Il tutto è molto piacevole e uniforme, sempre in equilibrio tra blues-rock, soul e r&b e le nuove tracce non sfigurano affatto al confronto con “standards” affermati, quali “Blue Christmas”, “Back Door Santa” e “Merry Christmas Baby”, quest’ultimo magistralmente eseguito da John “Blues” Boyd insieme a Kid e Lisa Andersen. Ad aprire le danze e chiudere i battenti ci pensa l’indomabile padrone di casa (Mike Zito), con “All I Got For Christmas Is The Blues” e “Run Rudolph Run, proprio quella lanciata nel ‘59 da Chuck Berry, suo celebre concittadino. B i g H a r p G e o r g e - “L i v i n g I n T h e C i t y“ (Blues Mountain) L’esordio alla soglia dei sessant’anni nel 2014 con il sensazionale “Chromaticism”, autentico fulmine a ciel sereno nel firmamento del blues internazionale. In realtà George Bisharat, sangue palestinese e irlandese nelle vene, soffiava nell’armonica già dalla prima adolescenza nella nativa Topeka, Kansas. Ma una prestigiosa carriera di avvocato e docente di diritto ha relegato in un angolo la passione musicale, fino all’arrivo della pensione. Oggi Big Harp George è uno degli armonicisti più originali e fantasiosi in circolazione. Assoluto fuoriclasse nella “cromatica” – quella di George Smith e William Clarke – e attivo da decenni nella Bay Area, Mr. Bisharat ci invia un nuovo album che sviluppa e dilata ancor più i confini stilistici già molto estesi dei tre dischi precedenti. Il suono, scintillante e molto dinamico, miscela infatti blues, soul, jazz, samba, country e, nel finale, una sorta di tango dal sapore mediorientale. Ed anche per questo nuovo appuntamento, come in passato, scende in campo la crema dei Greaseland Studios di San Josè, con Kid Andersen padrone di casa e il compianto Little Charlie Baty a volare molto in alto con la sua solista imbevuta di swing, in sei dei brani tutti originali in scaletta. A lui, scomparso nel marzo scorso, è dedicato il disco. K i m W i l s o n - “ Take Me Back ! – The Bigtone Sessions ( MC ) Armonicista e cantante blues molto apprezzato e riverito anche nel mondo del rock – Peter Frampton, Mark Knopfler e Paul Simon si sono avvalsi delle sue prestazioni – Kim Wilson è soprattutto noto come leader dei Fabulous Thunderbirds, influente roots’n’blues band fondata a Austin, Texas insieme a Jimmie Vaughan nel 1974. Questa nuova prova solista, a tre anni dalla precedente, segna il ritorno all’etichetta newyorkese di Mark Carpentieri, che aveva prodotto due pregevoli opere all’inizio del nuovo millennio: “Smokin’ Joint” (2001) e Lookin’ For Trouble” (’03). “Take Me Back” è stato concepito nei californiani Bigtone Studios di Jon Atkinson, con strumenti e apparecchiature d’epoca. La registrazione è mono, in presa diretta e senza “overdubs”, il suono naturale e con una patina “vintage” che sembra uscire dalle storiche incisioni Chess e Vee-jay tra i 50’s e 60’s. Wilson compone sei nuovi brani –soprattutto strumentali- e recupera tracce poco battute di Howlin’ Wolf, Percy Mayfield, Little Walter e James A. Lane (ben quattro titoli !).Tra gli accompagnatori, chitarristi di primordine, come lo stesso Atkinson, Billy Flynn e Rusty Zinn. T i m W o o d s - “ V o r t e x “ ( Autoprodotto ) Chitarrista e cantante originario della Pennsylvania, ma sudista d’adozione – a Macon, Georgia dall’età di sedici anni – Tim Woods è una sorta di enciclopedia vivente di buona musica e con notevoli esperienze alle spalle. Nel suo stile caleidoscopico confluiscono blues, rock, soul, jazz, folk, country, improvvisazioni jam e schegge di psichedelia anni ’60. Molti gli incontri preziosi : Commander Cody, Mick Fleetwood, Sonny Landreth e poi David Honeyboy” Edwards, Big Jack Johnson, John Primer e Bob Stoger. Questi ultimi presenti in “The Blues Sessions”, il debutto ufficiale del 2010. “Vortex” è il suo terzo lavoro, una sorta di “concept album” ispirato da un soggiorno a Sedona, Arizona, luogo carico di fascino ed energia naturale. Con l’aiuto dell’amico “tuttofare” Bobby Lee Rodgers, produttore e polistrumentista e un minimo contributo dello storico pianista Paul Hornsby (Charlie Daniels Band) e dei figli Derek e Ryan, Woods confeziona con gusto e passione un lavoro che sintetizza le molteplici fonti ispirative sfoderando un suono fluente e sostanzioso. L e A l t r e N o v i t à : Tawny Ellis, Grainne Duffy, Malaya Blue, Dallas Moore, Trevor B. Power, Michael Falzarano and Extended Family, Raphael Wressnig & Igor Prado, Brett Perkins & Tamra Rosanes, The Pinx, Brandi Vezina, Laura Tate, Bette Smith, Johnny & Jaalene. D a l P a s s a t o : JD McPherson, Ben Levin, Los Lobos, Los Straitjackets, Pittsburgh Jazz Orchestra, Clifton Chenier, Hamilton Loomis, Steve Riley & The Mamou Playboys with Wayne Toups, Charlie Musselwhite. B e n v e n u t i a B o r d o !             

Dalla Regione è arrivata oggi l'autorizzazione ad avviare un nuovo corso di studi, particolarmente attrattivo perchè unico in zona e molto connesso alle realtà produttive del territorio. il preside Guido Rosso ...
venerdì, 15 gennaio