Il prolungato applauso che ha concluso l’incontro del Vescovo della Diocesi di Tortona in visita Pastorale nel Vicariato di Novi Ligure per l’incontro con i membri dei Consigli Pastorali, per gli Affari economici e con i Referenti parrocchiali, è stata l’inequivocabile attestazione che il dibattito che si è sviluppato sul futuro dell’organizzazione delle vicende religiose nel Vicariato di Novi Ligure e nella Diocesi di Tortona, è stato apprezzato dai presenti ieri sera nella chiesa del Sacro Cuore a Novi Ligure.Dopo una dettagliata e chiara esposizione, il Vescovo ha sottolineato il numero di parrocchie che attualmente fanno parte della Diocesi di Tortona, oltre 300 dislocate su un territorio superiore a duemila chilometri quadrati, il numero di parroci, 130, con un’età media elevata, poi ha aggiunto: «Questi numeri dobbiamo tenerli presenti e parlare con convinzione di Pastorale, di Vicariato, di Pastorale insieme, orientandoci a unire le forze e a condividere le risorse. Per questo i Vicariati sono stati divisi in Comunità Pastorali, sempre con l’intento di dare degli strumenti perché questo vivere insieme, in comunione, in collaborazione, in corresponsabilità, possa diventare sempre più una realtà. Quando parliamo di Vicariati, di Comunità Pastorali, stiamo parlando di un cammino di Chiesa dove, nel tempo, considerando il cammino che si ha davanti, abbiamo pensato che questo può essere un mezzo per aiutarci ad affrontare il tempo in cui viviamo e in cui vivremo. Riscoprire questo aspetto della vita della Chiesa - ha detto Monsignor Guido Marini - non soltanto è necessario per vivere il tempo presente, ma è un aspetto, un elemento della Chiesa in quanto tale, per ogni tempo. La Chiesa che vive in comunione con l’aspetto, spero bello, della Chiesa corresponsabile. Penso alla modalità del Sacerdote, penso alla celebrazione delle Messe, ne avevamo tante. Oggi non è più possibile, c’è una diminuzione del numero di celebrazioni sui nostri territori, nelle nostre chiese. Questo significa che tutti insieme siamo chiamati a quella che da tempo viene detta Conversione Pastorale che certamente riguarda la dimensione missionaria del nostro essere cristiani. Abbiamo bisogno di convertirci – ha sottolineato il Vescovo - perché facciamo un po’fatica a sentirci parte gli uni degli altri, facciamo fatica a sentirci parrocchia e parte anche di un’altra parrocchia, a sentirci parte di una comunità pastorale, di una realtà un po’ più ampia, a sentirci parte di un Vicariato, di una diocesi. Siamo ancora tentati di vivere dentro i nostri orticelli, ma questo è un cammino che già stiamo facendo, ma che è necessario fare sempre di più, sempre meglio. Tutti, tutti quanti, insieme. Io sono contento che siete abbastanza numerosi, però si rende necessario, adesso, dare vita, a un Consiglio Pastorale di Vicariato e poi, laddove lo si ritenga necessario e opportuno, anche a un Consiglio Pastorale di Comunità Pastorale che diventano, oggi, più importanti di quelli parrocchiali. Su questo dobbiamo muoverci, perché anche questo diventa un modo per vivere insieme all’interno di un Vicariato, per vivere insieme nelle relazioni tra le parrocchie dentro una Comunità Pastorale» ha concluso Monsignor Marini. La Chiesa del futuro sarà questa, dovrà essere questa.
Nella foto:
Chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Novi Ligure gremita per ascoltare dal Vescovo come sarà, come dovrà essere, l’organizzazione della chiesa nel futuro prossimo.