05 marzo 2026

Novi – Sindacalisti oggi a Roma per chiedere al governo certezze sul futuro occupazionale dell’ex Ilva

È in programma alle ore 11,30 di oggi, giovedì, l’incontro tra i rappresentanti del Governo italiano e i sindacalisti dei metalmeccanici che da mesi Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil chiedevano per aver informazioni sulla delicata operazione della cessione del gruppo siderurgico italiano ad investitori privati. Nell’operazione è coinvolto anche lo
stabilimento di Novi Ligure. Sino a ieri sera nessuna indiscrezione è trapelata sulle eventuali informazioni che il Governo vorrà dare ai rappresentanti dei lavoratori, ammesso che ne abbia da dare, perché è da ritenere fondata l’ipotesi che il Governo Meloni possa aver convocato i sindacalisti che da mesi chiedevano l’incontro per non esasperare il conflitto sindacale in atto da mesi che aveva portato i sindacalisti a rifiutare la partecipazione alla trattativa er l’applicazione della cassa integrazione (convocazione al ministero del lavoro, poi revocata) e ad autoconvocarsi davanti a palazzo Chigi per lunedì 9 marzo. Anche questa iniziativa è stata annullata dopo che i rappresentanti del governo hanno convocato i sindacalisti per oggi. L’unica novità sull’intricata vicenda del gruppo siderurgico ex Ilva è che il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sta attenuando il suo ottimismo al
riguardo di una soluzione positiva della trattativa per la cessione dei siti produttivi dell’ex Ilva, attualmente in gestione ad Acciaierie d’Italia in amministrazione controllata. In alcune dichiarazioni che gli sono state attribuite da organi di
informazione nazionali, il ministro delle imprese sosterrebbe che sulla trattativa con Flacks Group per la cessione dei siti produttivi dell’ex Ilva grava il decreto emesso dai giudici della XV sezione del tribunale civile di Milano, che ha disapplicato parzialmente il provvedimento che autorizza l’attività produttiva dello stabilimento Ilva di Taranto
(Autorizzazione integrata ambientale 2025) e ordinato la sospensione a decorrere dal 24 agosto 2026, dell’attività produttiva dell’area a caldo dell’acciaieria pugliese se, nel frattempo, non verranno realizzate le prescrizioni necessarie per l’ottenimento dell’Aia. Fonti vicine al ministro delle imprese e del made in Italy ipotizzano un reinserimento nella trattativa del gruppo indiano Jindal. Indiscrezione, supposizioni, speranze e timori si mescolano e se notizie concrete sulla trattativa della vendita dell’ex Ilva ci sono lo si saprà, forse, oggi. Sono a Roma per sostenere i sindacalisti ammessi all’incontro con i rappresentanti del governo, anche i sindacalisti della rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento di Novi Ligure che stazioneranno con bandiere e striscioni davanti a palazzo Chigi, e i segretari provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil.

Nella foto:
I segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm e gli esponenti della rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento ex Ilva di Novi, oggi sono a Roma per sostenere le ragioni dei lavoratori che chiedono certezze per il futuro del gruppo siderurgico.