04 giugno 2021

Novi Ligure. Al Museo dei Campionissimi le foto di Massimo Lovati

Le sale del Museo dei Campionissimi tornano a ospitare una mostra di grande interesse, non solo dal punto di vista sportivo. Oggi alle 17, verrà inaugurata la personale del fotografo Massimo Lovati dal titolo “Fotogrammi di una ricerca: da 1/8 a 1/1000”. I 54 fotogrammi sintetizzano la ricerca di Lovati nel mondo delle competizioni sportive e raccontano lo sport nelle sue maggiori e più alte espressioni. L’esposizione, in collaborazione con Canon, è curata dall’autore e da Chiara Vignola e rimarrà aperta fino al 12 settembre.

«Novi Ligure – sottolinea l’assessore alla Cultura Andrea Sisti – è, insieme, città d’arte e di sport, protagonista sul terreno della creatività, così come nei più competitivi e virtuosi ambiti sportivi. Ecco perché questa imperdibile mostra di Massimo Lovati, fotografo tra i maggiori oggi attivi in Italia, straordinario sperimentatore e creatore di immagini indimenticabili, trova spazio idoneo nelle sale del nostro museo. Qui, tra le testimonianze più rare ed evocative del ciclismo mondiale, le fotografie di Lovati sapranno raccontare al meglio il sacrificio, la felicità e la bellezza dell’attività sportiva, ma anche, attraverso gli emblematici volti di atleti che hanno lasciato un segno importante, la grandiosa storia dello sport italiano».

Massimo Lovati, nato a Genova nel 1948, è artista, fotografo e comunicatore. Agli esordi pittore e grafico, allievo di Rocco Borella, nel 1976 aderisce al collettivo R.E.C. (Ricerche Estetiche Concrete). Nello stesso anno l’esposizione personale “Sequenze cromatiche complementari” (Genova); successivamente fonda con altri artisti il Centro di Produzione Visiva e allestisce laboratori didattici. Partecipa a diverse mostre collettive di prestigio tra cui “Costruttivismo, Strutturalismo, Neoconcretismo, Nuova pittura” (Genova 1977). È dello stesso anno, mese di maggio, a Monteghirfo, l’installazione: “Il monolite, ovvero il panorama occluso, riflesso, fotografato”: sette fotografie, in sequenza verticale, ripetono i tempi di una scoperta visiva del paesaggio, muovendo dal basso. Il panorama occultato dalla superficie di un pannello/specchio, viene restituito in fotografia da una parte e recuperato in riflesso dall’altra.

La giornata di oggi proporrà un altro appuntamento di rilievo. Alle ore 18, nella sala conferenze, sarà presentato il libro di Beppe Conti “Dolomiti da Leggenda” (Reverdito Editore), per parlare di uno sport che sulle Dolomiti ha raggiunto vette eroiche, sia nel passato che nel recente presente.

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