I giudici della Corte d’appello di Milano hanno confermato il blocco dell'area a caldo dell’acciaieria di Taranto dell'ex Ilva che rifornisce di lamiera grezza gli stabilimenti dell’area a freddo, quello di Novi Ligure compreso. Respinta, pertanto, l'istanza di sospensiva dello stop alle attività presentata dai legali di Acciaierie d’Italia e dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria. Il provvedimento di sospensione dell’attività dovrà essere messo in atto entro il 28 ottobre con inizio delle procedure circa un mese prima, quindi a fine settembre. Ieri, appena appresa la notizia della decisione della Corte d’ appello di Milano, i sindacati hanno chiesto: “Subito stop ai licenziamenti annunciati e poi congelati dei lavoratori dell’indotto dello stabilimento ex Ilva di Taranto, immediata convocazione del tavolo permanente sull’Ilva a palazzo Chigi” e poi ammonito: “Bisogna evitare l’esplosione di una bomba sociale”.
Appena appresa la notizia inerente della decisione della Corte d’Appello di Milano, Fim, Fiom e Uilm hanno diffuso una nota in cui si legge, tra l’altro: “A seguito di questa decisione, riteniamo sia fondamentale che il Governo risponda alle richieste contenute nel piano nazionale straordinario di messa in sicurezza sociale e di rilancio dell'ex Ilva e convochi immediatamente il tavolo permanente a Palazzo Chigi. Le lavoratrici e i lavoratori – hanno aggiunto i sindacalisti - pretendono risposte sul futuro dell'ex Ilva. Aspettiamo convocazione a breve e poi i lavoratori in assemblea decideranno cosa fare”.
Sembrano scontate le assemblee dei lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Novi all’inizio della prossima settimana e al momento non sono da escludere manifestazioni pubbliche in città. La decisione dei giudici che ha fatto precipitare la crisi dell’ex Ilva in uno stato di irreversibilità è stata commentata dalla presidente del consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, a margine della sua visita agli stand di “Risò” a Vercelli. La premier ha sottolineato che la decisione che rischia di far precipitare la crisi dell’Ilva non dipende dal Governo e aggiunto che la situazione del gruppo siderurgico italiano è uno degli argomenti al quale stanno dedicando più ore e attenzioni. La sensazione che emerge a Novi dove i lavoratori dello stabilimento ex Ilva sono vittime incolpevoli della crisi dell’ex Ilva è che le attenzioni di cui parla Giorgia Meloni non siano sufficienti per risolvere un problema grave che coinvolge l’intera nazione.
Nella foto: una delle manifestazioni dei lavoratori dell’ex Ilva più partecipate dell’ultimo decennio. Era il 16 ottobre 2025.