Profondo cordoglio in tutta la provincia per la scomparsa di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose. Nato a Castel Boglione il 3 marzo 1943, dopo gli studi in Economia e Commercio all’Università di Torino, alla fine del 1965 si trasferì a Bose, frazione abbandonata di Magnano, nel Biellese, dove iniziò il percorso che avrebbe portato alla nascita della comunità monastica. Nel 1968 arrivarono i primi fratelli e sorelle e Bianchi ne scrisse la regola. La comunità arrivò a contare 92 membri di cinque nazionalità, con presenze anche fuori da Bose. Bianchi ne fu priore dalla fondazione al 25 gennaio 2017.
Nel 1983 fondò inoltre le Edizioni Qiqajon, specializzate in testi di spiritualità biblica, patristica, liturgica e monastica. Figura di riferimento del panorama religioso e culturale italiano, ricevette due lauree honoris causa, dall’Università di Torino nel 2000 e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo nel 2016. Docente di teologia biblica al San Raffaele, ebbe anche importanti incarichi nella Chiesa universale. Benedetto XVI lo volle esperto ai Sinodi del 2008 e 2012; papa Francesco lo nominò consultore del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani nel 2014 e uditore al Sinodo sui giovani nel 2018. Numerosi i riconoscimenti, tra cui il Premio Cesare Pavese, il Premio Artusi, il Premio internazionale della pace e il Premio Europeo Emmanuel Heufelder per ecumenismo e dialogo.