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Dalle 10:00 alle 10:57
PNR Best of
Andrea,Brocks, Lucia,Davide,Gloria,Lara

ON AIR

M y s t e r y T r a i n d e l l ‘ 1 1 A p r i l e 2 0 1 9 “ O l d F r i e n d s I n t o T he B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

R o s e d a l e - “ W i d e A w a k e “ ( Dixiefrog )

Insieme dal giugno del 2016, Amandyn Roses e Charlie Fabert sono una giovane coppia francese appassionata di blues elettrico, con forti connotazioni rock e soul. Con notevole

esperienza acquisita nel tempo – Fabert è stato collaboratore di Fred Chapellier per sette

anni – il duo si propone per la seconda volta dopo “Way To Go”, il fortunato esordio del 2017 e sempre su Dixierog. Anche questo nuovo capitolo ha molte frecce pronte a colpire,

con un suono potente, ma mai granitico, fatto di energia dinamica e contagiosa e uno spiccato senso della melodia. La solista di Charlie ha in Clapton, Page e Stevie Ray Vaughan i suoi nobili riferimenti e la voce di Amandyn si leva sicura e ricca di soul, a creare una perfetta e alchemica sinergia. Dieci i titoli originali in programma, suonati da

una band molto compatta e arricchita da una sezione fiati che fa scintille.

S e t h R o s e n b l o o m - “ K e e p O n T u r n i n g “ ( Autoprodotto )

Giovane chitarrista e cantante proveniente dal New England – nato e cresciuto a Waltham,

Massachussets – Seth Rosenbloom si è avvicinato alla musica seguendo le orme del padre,

violinista classico. Ma ha presto abbandonato il piccolo strumento a corda per imbracciare

la chitarra elettrica e dedicarsi al blues. Un Ep intitolato con solo nome e cognome è stato

un eloquente biglietto da visita, accolto ovunque con un certo interesse. Ma il vero esordio

sulla distanza completa arriva con questo nuovo lavoro, registrato in California e prodotto

dall’ esperto Josh Smith. Blues, rock e soul si rincorrono regalando buone vibrazioni, attraverso sei tracce originali e tre titoli selezionati dai ”canzonieri” di Elmore James, BB King e Leon Russell.

B e n n y T u r n e r and C a s h M c C a l l - “Going Back Home“ ( Nola Blue )

Un incontro tra due vecchi amici che si conoscono da molto tempo, ma si sono persi di vista col passare degli anni e un omaggio al grande blues suonato a Chicago, Ill. negli anni ’60. Questo, in sintesi, per definire l’ esaltante rimpatriata tra Benny Turner e Cash McCall.

Turner, cantante e bassista, fratello minore di Freddy King e suo stretto collaboratore, è stato, in seguito, direttore artistico nella band di Marva Wright a New Orleans. In tempi recenti, con tre ottimi lavori e un’ avvincente autobiografia, ha visto salire notevolmente le

proprie quotazioni. Venuto a conoscenza delle precarie condizioni di salute del vecchio amico Cash McCall, chitarrista e cantante con trascorsi al fianco di Etta James, Bo Diddley

e Willie Dixon, non ha esitato a contattarlo e proporgli un disco insieme. Cash accetta con

entusiasmo e, in breve, l’ idea si concretizza nel migliore dei modi. “Going Back Home” è

dedicato, con molta passione, al leggendario suono blues di Chicago di marca Chess e Delmark, con una serie di canzoni – classici o hits minori – suonati in maniera strepitosa.

Leaders al loro meglio, back up band da 5 stelle e un paio di eccellenti ospiti, entrambi armonicisti: Billy Bragg e Johnny Sansone. Uno da Chicago, l’ altro da New Orleans, dove

è stato registrato il disco. Un triangolo di città sinboliche comprendente anche Memphis.

W i l l a V i n c i t o r e - “ C h o i c e s “ ( Building )

Prima di spiccare il volo solista, avvenuto due anni fa con il sorprendente “Better Days”,

Willa Vincitore si era messa in luce nella band dell’ armonicista Chris O’Leary, a stretto

contatto con l’ entourage del compianto Levon Helm. La straordinaria cantante e autrice

proveniente dalla Valle dell’ Hudson, nei pressi di New York, firma la seconda prova e

conferma, in parte, l’ ottima band del primo lavoro. Gruppo che ruota attorno ad una

formidabile sezione ritmica: il bassista Brandon Morrison e il batterista Lee Falco, entrambi

anche responsabili della brillante produzione. “Choices” ricalca la struttura di “Better Days”, con il suo amabile “blend” di soul, blues, rock e r&b, ma aggiunge una nuova propensione al pop. Canzoni tutte rigorosamente artigianali, eccezion fatta per “Money Can’ t Buy It”, dal primo album solo di Annie Lennox del 1992. .

L e A l t r e N o v i t à :

Brigitte Purdy, Tedeschi Trucks Band, Mary Lane, John Clifton, Sugaray Rayford, Kenny Parker, Billy White Jr., Rick Vito, Ally Venable, Kaurna Cronin, Scott Sharrard, R.Giddens/

A.Kiah/L.McCalla/A.Russell, Maria Muldaur, Bloodest Saxophone ( voc. Angela Miller ),

Tiffany Pollack & Eric Johanson, Catherine Russell, Suzie Vinnick, Terry Robb.

D a l P a s s a t o :

Little Walter, Howlin Wolf, John Littlejohn, Freddy King, Harold Burrage, Nina Simone.

B e n v e n u t i a B o r d o !          

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M y s t e r y T r a i n d e l 4 A p r i l e 2 0 1 9 “ W h o ‘ s G o t L u c k y ? “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

R a n d y C a s e y - “ I G o t L u c k y “ ( Autoprodotto )

Un evento curioso sta alla base del nuovo lavoro di Randy Casey, cantante e chitarrista

e protagonista eccellente della scena blues di Minneapolis, Minnesota. Il recupero di una

Gibson Les Paul del ’69, la prima chitarra suonata in gioventù, a casa di un vicino.

In tempi recenti il tipo riceve un’ offerta niente meno che da Rick Nielsen, leader

dei famosi Cheap Trick, ma preferisce vendere la chitarra a colui che la considera il suo

“primo amore”, cioè Randy. Da quel momento le canzoni fluiscono naturali e abbondanti

e l’ ottavo album di Casey prende forma velocemente. “I Got Lucky” ci regala una dozzina

di titoli originali, registrati tra Minneapolis e Seattle, Wa. che sfoggiano un ampio ventaglio ispirativo: blues elettrico con marcati accenti “swamp”, r&r con gli Stones nel cuore, country pungente e folk di prima qualità. Per sua fortuna Randy ha ritrovato l’ amata

Gibson, ma anche noi siamo fortunati a poterla ascoltare.

K a t a r i n a P e j a k - “ R o a d s T h a t C r o s s “ ( R u f )

Dopo tre promettenti lavori pubblicati in patria, la giovane cantante e pianista serba compie il salto di qualtà, alla ricerca della consacrazione internazionale. Varca l’ oceano,

si trasferisce a Nashville e vola in Texas per dar vita al nuovo album sotto la guida dell’ attento Mike Zito, uno dei produttori blues più in vista del momento. Katarina, che si è

fatta le ossa a Belgrado nei clubs gestiti dal papà, è un vero portento sulla tastiera, con una voce che emoziona e conquista al primo ascolto e la band a sua disposizione, con

l’ onnipresente chitarrista Laura Chavez, l’ asseconda che è un piacere. E così “Road That

Cross” ( “Strade che s’ incrociano” ) non tradisce le attese e sfodera una “songlist” di pura

eccellenza, con nove scintillanti originali e due tuffi nel passato a recuperare Joni Mitchell

e Janis Joplin. Tanto per mettere in chiaro le proprie radici.

T h e T r e v o r B . P o w e r B a n d - “ Everyday Angel “ ( Autoprodotto )

La musica è sempre stata parte integrante nella vita di Trevor B.Power, fin dalla più tenera età. Cresciuto nel New Jersey in una casa piena di dischi di ogni genere, a 15 arriva la prima chitarra e poco dopo l’ attività di disc jockey che continua ancora oggi. Ma l’esordio

ufficiale come musicista è cosa recente e solo grazie alla spinta entusiastica dell’ amico Bobby Withlock, già storico componente di Derek & The Dominos. Withlock e la moglie

CoCo Carmel compaiono in qualità di ospiti nella suggestiva “ballad” che intitola e chiude

la raccolta. “Everyday Angel” è per tutti coloro che amano la musica “Americana” diretta,

onesta e priva di sofisticazioni. Blues, soul, r&r e country suonati con anima e cuore e

riversati in dieci titoli originali, vitali e palpitanti. Se volete ascoltare i suoi programmi,

cercate sul web WNTI. Un pò di pubblicità per la concorrenza non fa male…

The Good, The Bad and The Blues - “The Good, The Bad and The Blues”

( Third Street Cigar )

Il quartetto di Toledo, Ohio affronta l’ esordio ufficiale in studio, dopo parecchi anni di

atività e una registrazione “live” alle spalle. Opportunità offerta dall’ etichetta della vicina

Waterville, che ha sfornato di recente i due dischi di Bobby G e il nuovo di Johnny Rawls.

Con radici musicali profonde nella tradizione gospel e soul e un nome dal sapore “morriconiano”, la band confeziona un’ opera molto piacevole e ispirata. L’ impronta soul

blues è proprio quella morbida e gentile di Rawls, che compare anche come autore e coautore in diversi brani. Ma il quartetto dimostra molta personalità e anche quando rispolvera due classici di Tyrone Davis ( “Can I Change My Mind” e “Turn Back The Hands

Of Time” ), lo fa a modo proprio e in maniera del tutto convincente.

L e A l t r e N o v i t à :

Rachelle Coba, Cara Being Blue, Rosie Flores, Glen Clark, Mighty Mike Schermer, Rockin’

Johnny & Quique Gomez, The Lucky Losers, Berra Karlsson, David Lumsden & Friends,

Jim Stanard, Professor Louie & The Crowmatix, Leyla McCalla, Kathy & The Kilowatts,

Kaia Kater, Low Lily, Catherine Russell, Sari Schorr, Ruth Wyand, Bobby Blackhat.

D a l P a s s a t o :

Wynona Carr, Tom Petty & The Heartbreakers, Elvis Presley, Big Brother feat.Janis Joplin.

B e n v e n u t i a B o r d o !


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M y s t e r y T r a i n d e l 2 8 M a r z o 2 0 1 9 “ W a k e U p W i t h S u z i e Q ! “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

B o b b y B l a c k h a t - “ P u t O n Y o u r R e d S h o e s “ (Autoprodotto)

Con l’arrivo della pensione e dopo 27 anni di onorato servizio in veste di Comandante della

Guardia Costiera della Virginia, Bobby “Blackhat” Walters ha potuto finalmente dedicarsi

alla sua passione : il blues. Cantante e armonicista di sicuro talento e autentico “animale

da palcoscenico” – è anche attore e comico – Bobby ci offre una felice e personale miscela

di stili e influenze : Chicago, Memphis, Piedmont, Delta. In questo nuovo lavoro troviamo

scintillanti nuove composizioni, affiancate a vecchi brani riarrangiati per l’ occasione e un paio di “covers” scelte con cura. “You Got Me Runnin’” di Jimmy Reed e “Hallelujah” di

Leonard Cohen, in una suggestiva versione solo strumentale.

S e a n C h a m b e r s - “W e l c o m e T o M y B l u e s“ (American Showplace)

Un inizio di carriera davvero invidiabile quello di Sean Chambers. Il battesimo nel mondo del blues avviene infatti nel ’98, quando entra nella band di Hubert Sumlin, per molti anni “braccio destro” del leggendario Howlin Wolf. Da lì in poi, per il cantante e chitarrista nato e cresciuto in Florida, una brillante vicenda solista, sempre all’ insegna di

un fiammeggiante blues rock elettrico, espresso con energia e vitalità. Il nuovo lavoro, suo settimo sigillo, è prodotto come il precedente dallo stellare Ben Elliott (E.Clapton, K.Richards, S.Miller ). L’ album non si discosta dal vigore positivo degli altri e mette in fila

una serie nuove vibranti tracce e due incursioni nei repertori di Luther Allison e T-Bone

Walker. Finale a sopresa con “Riviera Blue”, sognante brano strumentale.

T o m i s l a v G o l u b a n - “ C h i c a g o R a m b l e r “ ( Spona )

Con più di 20 anni di attività e una decina di dischi alle spalle il più rappresentativo bluesman croato corona un sogno da tempo nel cassetto: registrare un intero album nella

sua amata Chicago. Con la produzione di Eric Noden, impegnato anche alla chitarra, “Chicago Rambler” è frutto di due soli giorni di intenso lavoro, coordinato dal tecnico del

suono Blaise Barton. Con una sezione ritmica di alto profilo – il bassista E.G.McDaniel e

il batterista Kenny Smith sono figli dei celebri bluemen Floyd e Willie – Tomislav “Little

Pigeon” Goluban sforna un disco di sorprendente freschezza e agilità, con numerosi momenti di sicuro interesse. Nelle 12 tracce che compongono la raccolta, molteplici riferimenti a eroi quali Jimmy Reed, Slim Harpo, Bo Diddley e Muddy Waters, ma anche

una spiccata dose di personale originalità. In questo senso vanno letti il duplice omaggio

aJerry Rick, blueman di Philadelphia che trascorse gli ultimi anni di vita a Zagabria e il

conclusivo “Isel BudemV Kleticu”, tradizionale croato che si trasforma in uno “shuffle”

di puro stampo chicagoano.

E r i c S c h e n k m a n - “ W h o S h o t J o h n ? “ ( V i z z T o n e )

Negli anni ’90 salì in alto nelle classifiche con i newyorkesi Spin Doctors e frequentò anche

celebrità del calibro di Carly Simon, Natalie Merchant e il jazzista Chico Hamilton. Oggi Eric Schenkman prosegue la carriera solista tra blues e rock e firma la terza prova con

registrazioni effettuate nel New Jersey, a New York e Memphis, Tennessee. Con lui il bassista Shawn Kellerman e addirittura due batteristi : Van Romaine e Cody Dickinson.

Nel programma dieci titoli originali, tutti dotati di un impatto energetico formidabile e coinvolgente. Dall’ iniziale “I’ m Alright” al conclusivo “Agent Orange Blues”, passando per

l’ irresistibile “title-track” con il suo forsennato ritmo ska. Chi avrà sparato a John durante il Mardi Gras, a New Orleans ? Scopriamolo insieme.

L e A l t r e N o v i t à :

Suzie Vinnick, Susan Williams & Wright Groove Band, Sister Suzie, Bob Corritore & Friends ( voc. Alabama Mike ), Kenny Parker, Bloodest Saxophone ( voc. Jai Malano), Luca

Kiella, Jimmie Vaughan Trio, AG Weinberger, John Mayall, Dennis Brennan And The White

Owls, King of Foxes, The B.B. King Blues Band, Bid Daddy Wilson, Gaye Adegbalola, Lula

Wiles, R.Giddens/A.Kiah/L.McCalla/A.Russell, Billy White Jr., Benny Turner, Catherine

Russell, Rick Vito.

D a l P a s s a t o :

The Everly Brothers, Dale Hawkins, Rufus Thomas, Dick Dale & Hid Del-Tonics.

B e n v e n u t i a B o r d o !     M y s t e r y T r a i n d e l 2 8 M a r z o 2 0 1 9

“ W a k e U p W i t h S u z i e Q ! “

D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

B o b b y B l a c k h a t - “ P u t O n Y o u r R e d S h o e s “ (Autoprodotto)

Con l’arrivo della pensione e dopo 27 anni di onorato servizio in veste di Comandante della

Guardia Costiera della Virginia, Bobby “Blackhat” Walters ha potuto finalmente dedicarsi

alla sua passione : il blues. Cantante e armonicista di sicuro talento e autentico “animale

da palcoscenico” – è anche attore e comico – Bobby ci offre una felice e personale miscela

di stili e influenze : Chicago, Memphis, Piedmont, Delta. In questo nuovo lavoro troviamo

scintillanti nuove composizioni, affiancate a vecchi brani riarrangiati per l’ occasione e un paio di “covers” scelte con cura. “You Got Me Runnin’” di Jimmy Reed e “Hallelujah” di

Leonard Cohen, in una suggestiva versione solo strumentale.

S e a n C h a m b e r s - “W e l c o m e T o M y B l u e s“ (American Showplace)

Un inizio di carriera davvero invidiabile quello di Sean Chambers. Il battesimo nel mondo del blues avviene infatti nel ’98, quando entra nella band di Hubert Sumlin, per molti anni “braccio destro” del leggendario Howlin Wolf. Da lì in poi, per il cantante e chitarrista nato e cresciuto in Florida, una brillante vicenda solista, sempre all’ insegna di

un fiammeggiante blues rock elettrico, espresso con energia e vitalità. Il nuovo lavoro, suo settimo sigillo, è prodotto come il precedente dallo stellare Ben Elliott (E.Clapton, K.Richards, S.Miller ). L’ album non si discosta dal vigore positivo degli altri e mette in fila

una serie nuove vibranti tracce e due incursioni nei repertori di Luther Allison e T-Bone

Walker. Finale a sopresa con “Riviera Blue”, sognante brano strumentale.

T o m i s l a v G o l u b a n - “ C h i c a g o R a m b l e r “ ( Spona )

Con più di 20 anni di attività e una decina di dischi alle spalle il più rappresentativo bluesman croato corona un sogno da tempo nel cassetto: registrare un intero album nella

sua amata Chicago. Con la produzione di Eric Noden, impegnato anche alla chitarra, “Chicago Rambler” è frutto di due soli giorni di intenso lavoro, coordinato dal tecnico del

suono Blaise Barton. Con una sezione ritmica di alto profilo – il bassista E.G.McDaniel e

il batterista Kenny Smith sono figli dei celebri bluemen Floyd e Willie – Tomislav “Little

Pigeon” Goluban sforna un disco di sorprendente freschezza e agilità, con numerosi momenti di sicuro interesse. Nelle 12 tracce che compongono la raccolta, molteplici riferimenti a eroi quali Jimmy Reed, Slim Harpo, Bo Diddley e Muddy Waters, ma anche

una spiccata dose di personale originalità. In questo senso vanno letti il duplice omaggio

aJerry Rick, blueman di Philadelphia che trascorse gli ultimi anni di vita a Zagabria e il

conclusivo “Isel BudemV Kleticu”, tradizionale croato che si trasforma in uno “shuffle”

di puro stampo chicagoano.

E r i c S c h e n k m a n - “ W h o S h o t J o h n ? “ ( V i z z T o n e )

Negli anni ’90 salì in alto nelle classifiche con i newyorkesi Spin Doctors e frequentò anche

celebrità del calibro di Carly Simon, Natalie Merchant e il jazzista Chico Hamilton. Oggi Eric Schenkman prosegue la carriera solista tra blues e rock e firma la terza prova con

registrazioni effettuate nel New Jersey, a New York e Memphis, Tennessee. Con lui il bassista Shawn Kellerman e addirittura due batteristi : Van Romaine e Cody Dickinson.

Nel programma dieci titoli originali, tutti dotati di un impatto energetico formidabile e coinvolgente. Dall’ iniziale “I’ m Alright” al conclusivo “Agent Orange Blues”, passando per

l’ irresistibile “title-track” con il suo forsennato ritmo ska. Chi avrà sparato a John durante il Mardi Gras, a New Orleans ? Scopriamolo insieme.

L e A l t r e N o v i t à :

Suzie Vinnick, Susan Williams & Wright Groove Band, Sister Suzie, Bob Corritore & Friends ( voc. Alabama Mike ), Kenny Parker, Bloodest Saxophone ( voc. Jai Malano), Luca

Kiella, Jimmie Vaughan Trio, AG Weinberger, John Mayall, Dennis Brennan And The White

Owls, King of Foxes, The B.B. King Blues Band, Bid Daddy Wilson, Gaye Adegbalola, Lula

Wiles, R.Giddens/A.Kiah/L.McCalla/A.Russell, Billy White Jr., Benny Turner, Catherine

Russell, Rick Vito.

D a l P a s s a t o :

The Everly Brothers, Dale Hawkins, Rufus Thomas, Dick Dale & Hid Del-Tonics.

B e n v e n u t i a B o r d o !     

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M y s t e r y T r a i n d e l 2 1 M a r z o 2 0 1 9 “ D a d d y ‘ s H a r p B l u e s “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

M a r k H u m m e l - “ H a r p b r e a k e r “ ( Electro-Fi )

Originario di New Haven, Connecticut ma da decenni presenza istituzionale della scena

blues westcoastiana, Mark Hummel incide il suo ennesimo album per l’ etichetta di Toronto, Canada. “Harpbreaker” –gustoso il gioco di parole…- è un disco tutto strumentale,

in cui l’ armonicista s’ impone ancora una volta come uno dei massimi fuoriclasse del piccolo strumento. Il programma comprende brani del passato, già noti o inediti, e alcune novità. Il tutto a coprire un arco temporale che va dal 2004 al 2018. Rovistando tra i titoli,

troviamo brani jazz firmati da Buddy Rich, Horace Silver e Duke Pearson e blues ( Muddy

Waters,Little Walter).Insieme a lui una lista di chitarristi straordinari: Anson Funderburgh,

Kid Andersen, Billy Flynn, Rusty Zinn e Charlie Baty.

V i n M o t t - “ R o g u e H u n t e r “ ( Autoprodotto )

Studente modello al Berklee College of Music di Boston, Mass. nei corsi di batteria e percussioni , ma anche talentuoso armonicista, Vin Mott ha deciso di dedicarsi a tempo pieno a questo strumento. E la scelta sembra azzeccata, visti i risultati che sta ottenendo. Dopo il promettente esordio di inizio 2017 ( “Quit The Women For The Blues” ), il ragazzo di Pequannock, New Jersey prosegue il percorso di maturazione e sforna questo eccellente secondo lavoro. Entusiasmo, passione e prorompente vitalità sono supportati da una tecnica invidiabile e i dodici titoli autografi di cui si compone la raccolta, dimostrano amore e rispetto per la tradizione e la geografia del blues . Da Chicago a Memphis, dal Texas a New Orleans. Ancora qualche margine di miglioramento, ma la strada è proprio quella giusta !

P a u l O s c h e r - “ C o o l C a t “ ( Blues Fidelity )

Una vita interamente dedicata al blues, quella di Paul Oscher. Esordio appena diciassettenne nella band di Muddy Waters, a rimpiazzare l’ armonicista James Cotton.

Nomi da brivido…Quattro anni (1967-’71) con il padre del blues di Chicago e un’ esperienza formativa da capogiro. E poi tanti dischi e riconoscimenti ufficiali, a testimoniare il suo altissimo valore artistico. Concepito in parte in Texas, dove risiede da qualche anno, e in parte in California, il nuovo album ce lo consegna – in gran forma - anche nelle vesti di

cantante, chitarrista e soprattutto pianista. “Cool Cat” ci regala momenti esaltanti di blues, r&b e jazz, con titoli tutti originali, a parte “Rollin’ And Tumblin’”, proprio di Muddy

Waters. Intenso l’omaggio a James Cotton in “Ain’t That A Man”. Tra gli ospiti, da segnalare

Miss Lavelle White, veterana del blues texano, che illumina “Dirty Dealin’ Mama”.

S u z i e V i n n i c k - “S h a k e T h e L o v e A r o u n d“ (Autoprodotto)

Originaria di Saskatoon, ma da anni residente a Toronto, la canadese Suzie Vinnick è una

interprete esemplare del termine “Americana“. Nel suo stile confluiscono infatti blues, soul,

country, rock, pop, folk e altro ancora. Con alle spalle una serie impressionante di riconoscimenti ufficiali a livello nazionale, la talentuosa cantante, chitarrista e bassista giunge al sesto appuntamento solista e ritorna alla musica elettrica, dopo due prove acustiche. “Shake The Love Around” sfoggia un suono brillante, caloroso e ricco di feeling,

con un’ ottima band guidata dal tastierista Mark Lalama, che produce il lavoro insieme alla

titolare. Ospiti speciali due connazionali paricolarmente noti oltre confine : Colin Linden e

Kevin Breit. Anche a livello compositivo Suzie se la cava alla grande, con dieci nuovi titoli di

pregevole fattura. Spazio pure per due puntate nel passato con “A Hundred And Ten In The Shade” di John Fogerty e “Danger Zone” di Percy Mayfield, per solo voce e basso.


L e A l t r e N o v i t à :

Katarina Pejak, Willa Vincitore, Rosie Flores, Mighty Mike Schermer, Tony Holiday, Sugaray Rayford, Tomislav Goluban, Kenny “Beedy Eyes” Smith, John Primer, Maria Muldaur, David Massey, Catherine Russell, Los Cenzontles Juvenil, West Of Eden,

Rhiannon Giddens Amythyst Kiah Leyla McCalla & Allison Russell, Kaia Kater, Eric Bibb.

D a l P a s s a t o :

Chris Youlden & The Slammers, Ruth Brown, Allen Toussaint, Horace Silver, Steely Dan,

The Princely Players, Clifford Brown.

B e n v e n u t i a B o r d o !    

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M y s t e r y T r a i n d e l 1 4 M a r z o 2 0 1 9 “ H o l d O n W i t h T h e B l u e s ! “

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D i s c h i d e l l a S e t t i m a n a :

G a y e A d e g b a l o l a - “ T h e G r i o t “ ( VizzTone )

Per 25 anni insieme ad Andra Faye e alla compianta Ann Rabson ha dato vita alle Saffire-

The Uppity Blues Women, triangolo femminile di assoluto prestigio con una nutrita discografia su Alligator. Nel 2009 ha iniziato il percorso solista, che la vede approdare al quinto album in forma strepitosa. Come rilevato a proposito di Eric Bibb, Gaye Adegbalola

è qualcosa di più di una semplice artista blues. Cantante, chitarrista, armonicista, compositrice, ma anche intellettuale di primissimo piano, insegnante, attivista politica con profondo impegno sociale e civile. E guarda caso, come Bibb, Gaye va a recuperare la figura del “griot” ( cantastorie tribale dell’ Africa Occidentale ) per intitolare il disco. Là “Global Griot”, qui semplicemente “The Griot”. Un album prezioso che si articola in 17 capitoli, che

affrontano ognuno un tema specifico : il razzismo, la povertà, la protesta sociale, l’ amore,

l’inquinamento, la libertà, il sesso, la tecnologia, per citarne alcuni. Temi trattati, come sempre, con sobria e pungente ironia e raffinato “sense of humor”. Solo tre le “covers”, mutuate dai repertori di Ma Rainey, Bessie Smith e Doc Pomus. Un autentico capolavoro.

K i r k F l e t c h e r - “ H o l d O n “ ( Autoprodotto )

Considerato a ragione uno dei più brillanti e dotati chitarristi di blues elettrico attualmente

in circolazione, il losangeleno Kirk Fletcher ha già alle spalle una carriera ricca di soddisfazioni e onori. A inizio millennio insieme ai texani Fabulous Thunderbirds dell’armonicista Kim Wilson e subito dopo colonna portante dei Mannish Boys, superguppo

californiano, Fletcher vanta altresì fruttuose collaborazioni con Charlie Musselwhite e Joe

Bonamassa. Per registrare questo nuovo lavoro – il quinto della serie – Kirk è volato a Dover, In Inghilterra e con l’ ausilio dei fedeli Jonny Henderson ( tastiere ) e Matt Brown

( batteria ) , niente basso, ha creato la sua opera più riuscita e personale. Otto titoli originali che offrono un superbo distillato di blues, rock, soul e jazz e sono una vetrina esauriente per le sue strabilianti qualità tecniche. L’ assolo mozzafiato nella lunga “Gotta

Right” ne è l’esempio più lampante. Curiosità. “Dupree”, unico strumentale in perfetto stile

soul jazz, anche se non esplicitamente dichiarato, sembra proprio un omaggio a Cornell Dupree, celebre chitarrista scomparso nel 2011.

C o l i n J a m e s - “ M i l e s T o G o “ ( True North )

Colin James è, senza ombra di dubbio, uno dei più autorevoli bluesmen canadesi, con circa

una ventina di opere all’ attivo di elevata qualità, disseminate in più di trent’anni di servizio. Il nuovo album, registrato nella sua Vancouver, British Columbia è il secondo atto di un progetto pensato per rendere omaggio ai grandi artisti blues del passato, che ne hanno costruito la storia lasciando impronte indelebili, attraverso una serie di brani oggi forse poco ricorrenti. Ma se nel precedente “Blue Highways” ( 2016 ), salito molto in alto nelle classifiche specializzate, la “songlist” andava tutta in quella direzione, “Miles To Go” concede spazio a due nuove scintillanti tracce che portano la sua firma. E così, accanto

a perle di Muddy Waters – la “title-track”, cavallo di battaglia di James Cotton, apre e sigilla

la raccolta in due differenti versioni – Arthur Crudup, Howlin’ Wolf, Blind Willie Johnson e

Walter Davis,tra gli altri, ecco spuntare “I Will Remain” e “40 Light Years”. Canzoni che non sfigurano affatto al confronto, ma risultano anzi tra i momenti topici dell’ intero disco.

Randy McAllister And The Scrappiest Band In The Motherland

“T r i g g e r s B e T r i p p i n’ “ ( Reaction )

A nove anni, seguendo le orme del padre, siede già dietro ai tamburi nella cittadina texana di Novice. E come papà, in seguito, diventa anche vigile del fuoco. Si trasferisce a Boston per motivi di lavoro, ma non abbandona la musica e nella città del Massachussets apprende i segreti dell’ armonica blues da una leggenda locale, George Mayweather. Tre anni in Alaska e il ritorno in Texas nel ’92, ormai esperto uomo di blues. Una quindicina di

albums alle spalle- alcuni su JSP e Severn e più di recente su Reaction – e uno stile focoso e appassionato, in cui blues soul e rock si stringono in una vigorosa alleanza. Randy non si risparmia alla batteria e soffia con ardore nel piccolo strumento, ma è anche un cantante di assoluto valore e forse la voce è il suo vero asso nella manica. Questo nuovo capitolo presenta una serie di brani originali entusiasmanti e carichi di vibrante tensione. Unica “cover” la classica “Since I Met You Baby”, firmata dal “black crooner” Ivory Joe Hunter nel 1956. Finale affidato ad un titolo curioso: “We Can’ t Be Friends ( If You Don’t Like Jimmy

Reed)”. Non ti preoccupare Randy, a noi Jimmy Reed piace tanto…

L e A l t r e N o v i t à :

Cara Being Blue, Maria Muldaur, Sister Suzie, Big Daddy Wilson, Atomic Road Kings,

Benny Turner and Cash McCall, Bob Livingston, Bloodest Saxophone (voc. L.Cervantes),

Rosie Flores, Jimmie Vaughan Trio, Julian Taylor Band, John Mayall, Lula Wiles,

The Good The Bad and The Blues, Rhiannon Giddens/Amythyst Kiah/Leyla McCalla/

Allison Russell, The Feralings, Frank Bey, Ina Forsman, Allan Thomas.

D a l P a s s a t o :

The Staple Singers, Annie Laurie, Louis Jordan, Jimmy Reed.

B e n v e n u t i a B o r d o !     


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