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Redazione News

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Intervista agli Skunk Anansie

 

Ciao Skin, ciao Cass! Dunque, in una vostra dichiarazione ho letto che definite “Wonderlustre” come un nuovo primo album. Ma lo considerate una rinascita, un'evoluzione o una parentesi?

S: Di sicuro non una parentesi. Con “Wonderlustre” abbiamo completamente dimenticato tutto ciò che abbiamo composto prima. Infatti, non ha più un suono pesante ma è più melodioso rispetto al nostro stile precedente. E' un sound totalmente differente. Ci siamo come rinfrescati il cervello. Ci siamo trovati e abbiamo incominciato a scrivere canzoni. Per due mesi, cinque giorni a settimana. Ognuno di noi aveva un ruolo preciso all'interno della composizione dei brani. Abbiamo scritto decine di canzoni. Ogni volta che ci trovavamo il numero aumentava. La musica oggigiorno si ascolta molto attraverso ITunes: dopo una manciata di secondi si passa suito al pezzo successivo. Ecco, noi volevamo evitare tutto questo.

ASCOLTA L'INTERVISTA DI EMANUELA CROSETTI



E' sempre un rischio fare uscire un nuovo album dopo una reunion...
Certo! E' un grande rischio fare un album in questo modo, a questo punto della nostra carriera, proprio perchè diverso.
C: Io credo che sia il miglior album che noi abbiamo mai fatto.
S: Lo penso anche io! O, almeno, dovrebbe esserlo. L'ultimo lavoro di un artista dovrebbe sempre essere migliore di quello precedente. Artisti come i Muse o gli Stereophonics, ad esempio, sembra che ad oggi non abbiano più nulla di nuovo da offrire o sviluppare.

Quando è nata l'idea di questo album?
S: Immediatamente. Abbiamo iniziato a scrivere canzoni già dalla prima volta che ci siamo incontrati tutti insieme. Personalmente amiamo i classici, ma abbiamo guardayo al futuro, a qualcosa di nuovo e di fresco, rigenerato. Ci sono ancora tre o quattro canzoni che abbiamo scritto ma che non abbiamo inciso nell'album proprio perchè non erano coerenti con questa nostra attuale filosofia. Al massimo le facciamo in concerto!
C: Le abbiamo scartate perchè siamo consapevoli di avere il potenziale per scrivere canzoni migliori.

E come vi trovate a stare insieme di nuovo?
C: Come ci vedi? (ride)

Meravigliosi!
S: E' decisamente divertente!

Vi ho visti durante il live a Milano dello scorso anno e mi avete entusiasmato molto!
S: Questa volta sarà ancora meglio!

Parlate di questo album come di un lavoro nato in modo del tutto naturale: improvvisazioni e istinto. Ma è qualcosa di nuovo o di già sperimentato nel passato?
S: Siamo sempre stati molto uniti, ma la chimica che si è creata ultimamente, soprattutto quando suoniamo, è nuova. Ed è qualcosa che anche chi ascolta le nostre ultime canzoni o ci segue in concerto credo possa respirare.

I due album precedenti erano sotto etichetta Virgin. “Wonderlustre” è sotto Carosello. Come mai questo cambiamento?
S: Perchè è la migliore situazione per noi. L'industria in questo settore è cambiata molto e noi avevamo bisogno di lavorare con qualcuno che fosse più flessibile.
C: Le grandi etichette hanno metodi vecchi. Quelle piccole adottano tutte le nuove strategie e tecnologie a disposizione, mi riferisco al mondo virtuale e via etere, soprattutto.
S: Hanno un'attitudine lavorativa differente. Per noi, migliore. Ti seguono meglio. Le major vogliono semplicemente il prodotto finito e ci vogliono un sacco di soldi per fare un fottuto album. Non abbiamo più bisogno di questo tipo di case discografiche.

Qual è il significato del titolo e dell'immagine di copertina di “Wonderlustre”?
S: Il titolo rappresenta il mood all'interno del quale lo abbiamo creato, l'entusiasmo e la creatività. E' un album molto rilessivo e introspettico che racconta storie e situazioni intime. L'immagine di copertina non ha connessioni particolari col titolo: è solo un modo per comunicare che le dinamiche dello spirito e della vita vanno tenute saldamente insieme, mai spezzate.

Nel video di “My Ugly Boy” il ragazzo sul sedile posteriore a volte compare, a volte scompare. Perchè?
S: Perchè rappresenta quello che è stato e che non è più. E che genera rabbia. Per questo, alla fine, distruggo la macchina.
C: Ma il ragazzo non è realmente nell'auto. E' nei ricordi. E' una proiezione. E' l'inconscio.
S: Mi sono ispirata al film “Fight Club” dove, alla fine, il protagonista combatte solo se stesso.

“Wonderlustre” dura 40 minuti, esattamente come i vecchi lp degli anni '60 e '70. E' stata una scelta o una casaualità?
S: Ci sono album che durano un'ora o anche 70 minuti. Troppo lunghi! Il mio ultimo lavoro solista dura 30 minuti! Non volevamo che chi ascolta i nostri cd possa lamentarsi della lunghezza o saltare di canzone in canzone o interrompere prima l'ascolto.
C: Soprattutto nell'era digitale dove tutto è un click! Vogliamo che si mantenga vivo l'interesse per l'ascolto.
S: In questo modo c'è più piacere nel risentirlo. Anche appena terminato. Io i dischi li ascolto sempre almeno due o tre volte di fila.

A novembre partirà il vostro tour inglese, già sold out. Vi aspettavate una tale reazione da parte dei vostri fans?
S: Già sold out?
C: Non lo sapevo!
S: Dovremmo correre a commprare i biglietti!! Di solito è qualcosa alla quale noi non pensiamo. Non ce lo aspettiamo, ma ci speriamo! Molta gente viene per nostalgia dei nostri vecchi successi. Ma soprattutto, grazie a Youtube, si stanno avvicinando a noi molti giovani. E' l'ennesima conferma che stiamo andando di bene in meglio e che i nostri show entusiasmano. E la gente ritorna.

Ultima domanda: che cos'è per voi il rock? E pensate che possa essere veicolo per una rivoluzione culturale?
S: Più che rivoluzione, direi evoluzione. Le cose succedono gradatamente.
C: La parola rivoluzione non è più una possibilità da molto tempo.
S: Una rivoluzione culturale, però, può essere stata internet.
C: Anzi, una rivoluzione nell'informazione.
S: Più che musica rock, personalmente parlerei di musica. La musica è cultura, un modo di vivere. Non so se può cambiare le cose...
C: L'ultima vera grande rivoluzione culturale è stato il punk. Ma non ha cambiato alla fine nulla.