NOVI - Cresce la paura per le cisterne
«C’eravamo illusi. Dopo un mese di fin troppo sospetta tranquillità, stanotte abbiamo dormito ancora con la paura perché sono tornate le cisterne. E stavolta ce le troviamo sui binari, quasi sulla soglia di casa».
Tornano paura e polemiche allo scalo ferroviario di Novi San Bovo. Nella notte tra mercoledì e giovedì 2 convogli carichi di materiale infiammabile hanno sostato nello scalo novese, ma non più (come è avvenuto le ultime volte) a Nord dello stabilimento Ilva, a circa 3 chilometri dal centro abitato. Il primo treno è ripartito alle prime ore di ieri, rispettando le disposizioni delle Ferrovie, che avevano indicato solo il tempo di sosta necessario per il cambio dei macchinisti, non essendo lo scalo novese un terminal per merci pericolose. Il secondo convoglio con 17 cisterne è invece ripartito nel pomeriggio dopo una sosta di oltre 12 ore. Un tempo decisamente superiore a quanto stabilito.
«Chiederemo un nuovo incontro urgente con il sindaco - dice Giacomo Tallone, proprietario della cascina Cervino, dove sostano solitamente le cisterne di Gpl e metano e promotore del comitato contro le soste delle cisterne - e vorremmo conoscere i termini del piano di evacuazione predisposto in caso di esplosione. A questo punto credo che il problema investa anche il centro abitato di Novi, poiché in linea d’aria questi treni sostano a poco più di 200 metri dalle prime abitazioni della città e dagli impianti sportivi come il Palazzetto, il bocciodromo, il pattinodromo e l’ex All season. Questi scali sorgono troppo vicino ai centri abitati. Pertanto o si identifica una zona di sicurezza o si vietino definitivamente le fermate. L’ipotesi di sosta breve allo scopo di ridurre il fattore di rischio non regge più, considerato che dalle 4 – 5 ore previste, siamo saliti a 12 ore».
«Chiariamo ancora che chi deve predisporre le misure straordinarie sono le Ferrovie - risponde il sindaco Lorenzo Robbiano -. Abbiamo avuto un incontro dove il prefetto ha proposto l’istituzione di un tavolo tecnico che sarà convocato velocemente. Abbiamo già il piano di protezione civile e siamo disponibili a integrarlo con quello delle Ferrovie. La nostra parte l’abbiamo fatta e continueremo a seguire tutti gli sviluppi e le situazioni che ci indicheranno gli abitanti della zona».
Data: 12/03/2010